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La Casa Rossa

Giugno 1940. A pochi chilometri da Alberobello, patrimonio mondiale dell’Unesco, il regime fascista apre un campo di concentramento, in cui internare cittadini stranieri, ebrei, jugoslavi delle zone di confine e altre persone considerate potenzialmente sovversive.
Il campo di Alberobello ha sede in un’antica Masseria, comunemente conosciuta con il nome di Casa Rossa. In questo luogo per anni si sono incrociate storie di uomini e donne, cadute nell’oblio generale. Intellettuali e artisti nonostante le terribili condizioni di internamento, vi trovano motivo d’ispirazione, lasciando chine, tempere, disegni. O come Charles Abeles, pianista ebreo che durante la sua permanenza nel campo compone un valzer intitolato “Felicità”.
Alla fine della guerra, Casa Rossa da campo d’internamento per i nemici del fascismo, diviene una colonia di confino per ex fascisti, in una sorta di nemesi storica che vede i carnefici trasformarsi in vittime. Nel 1947, il campo diviene un centro di raccolta per stranieri e indesiderabili, soprattutto donne ex collaborazioniste o cittadine slave per divenire in seguito il punto d’incontro di migliaia di profughi provenienti da tutta Europa.
In questi anni il pittore lituano Viktor Tschernon affresca le pareti della cappella del campo, ancora oggi intatte.
Un viaggio appassionato e straordinario nella storia de La Casa Rossa di Alberobello negli anni fragili e tormentati del secondo conflitto mondiale.

Campi fascisti – La casa rossa

 

  • TITOLO: La Casa Rossa
  • GENERE: Documentario storico
  • DURATA: 52’
  • PRODUZIONE: Light History
  • REGIA: Mary Mirka Milo
  • SCENEGGIATURA: Mary Mirka Milo
  • MUSICHE ORIGINALI: Fabrizio Bondi
  • MONTAGGIO: Alessandro Milo
  • CONSULENZA STORICA: prof. Roberto Morozzo della Rocca, prof. Francesco Perfetti
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